«Mi serve la ricevuta per il 730» arriva sempre mesi dopo la donazione. E a quel punto il problema non è il foglio: è sapere se quella somma era davvero detraibile, e se è arrivata con un mezzo che lo consente.
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Un'email il giovedì: una guida, una scadenza in arrivo, un modello. Il file qui sopra resta gratis comunque.
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Le cose che conviene sapere prima di riempirlo, non dopo.
Nessuna norma prevede un modello obbligatorio di ricevuta. Le condizioni del beneficio fiscale sono scritte nell'art. 83 del Codice del Terzo Settore: la ricevuta serve a documentare che la somma era una liberalità, ma non può dare un beneficio che quelle condizioni non danno.
L'art. 83 riguarda le erogazioni agli enti del Terzo Settore dell'art. 82 comma 1, cioè gli enti iscritti al Registro unico nazionale. Per questo il modello chiede sezione e numero di iscrizione: se non ci sono, il donatore non ha il beneficio dell'art. 83.
Per le erogazioni in denaro la detrazione spetta se il versamento è fatto tramite banche o uffici postali o con gli altri sistemi dell'art. 23 del D.Lgs. 241/1997: bonifico, bollettino, carte, assegni. Il modello chiede il mezzo di pagamento proprio per non rilasciare ricevute che promettono ciò che la legge esclude.
L'art. 83 prevede la detrazione IRPEF (30%, 35% se chi riceve è una ODV, fino a 30.000 euro l'anno) o, in alternativa, la deduzione nel limite del 10% del reddito. Non si cumulano. La scelta spetta al donatore e al suo consulente: la ricevuta non la indica.
Il foglio non vi dice, a fine anno, quanto ha donato ciascuna persona né quali somme sono arrivate in contanti. È il controllo che serve quando i donatori chiedono il riepilogo per la dichiarazione.
Potete rilasciare una ricevuta che attesti l'incasso, ma non dovete lasciar credere che dia diritto alla detrazione: per le erogazioni in denaro l'art. 83 CTS la lega a un pagamento tracciabile.
Le donazioni in natura hanno regole di valorizzazione proprie (D.M. 28 novembre 2019). Questo modello è pensato per le somme in denaro: per i beni fatevi indicare dal vostro consulente come descriverli e valorizzarli.
No: il 5 per mille non è un'erogazione liberale dell'associazione e ha un suo percorso di rendicontazione.
Questo foglio lo compilate a mano, e va benissimo così: per molte associazioni è tutto quello che serve. SempliCo lo tiene aggiornato da solo — stessa impaginazione, stesse colonne — e lo stampa già pronto quando serve.