A marzo l'elenco di chi non ha rinnovato è lungo, e nessuno ha voglia di fare la parte di chi chiede soldi agli amici. Così il sollecito non parte, oppure parte come messaggio nel gruppo, con un tono che non piace a nessuno. Poi arriva l'assemblea e bisogna decidere chi vota, senza aver mai scritto a chi non era in regola.
Nessuna email, nessun modulo da compilare, nessun rinvio a una prova gratuita per ottenere il file.
Un'email il giovedì: una guida, una scadenza in arrivo, un modello. Il file qui sopra resta gratis comunque.
Vi arriverà un'email per confermare l'indirizzo: senza quel clic non riceverete nient'altro. Potete uscire quando volete, con un clic in fondo a ogni messaggio. Titolare del trattamento: Chibri S.r.l.s. — informativa privacy.
Le cose che conviene sapere prima di riempirlo, non dopo.
Sospensione, perdita del diritto di voto, decadenza, esclusione: se e quale conseguenza segua al mancato pagamento lo stabiliscono lo statuto e l'eventuale regolamento. Il modello lascia lo spazio per citare l'articolo. Non scriveteci una conseguenza che lo statuto non prevede: una lettera non aggiunge regole che l'assemblea non ha approvato.
L'art. 24 del codice civile dice che l'esclusione di un associato può essere deliberata dall'assemblea solo per gravi motivi, e che l'escluso può ricorrere al giudice entro sei mesi dalla notifica della delibera. Se la morosità sia un grave motivo, e se lo statuto preveda invece una decadenza automatica, è una questione da verificare sul vostro statuto prima di scrivere qualunque cosa di definitivo.
Il bonifico arrivato senza causale, la quota incassata al banchetto e mai registrata: un sollecito a chi ha già pagato costa più di dieci solleciti mancati. Il modello ha una riga per chiedere gli estremi del pagamento senza accusare nessuno, ma il controllo sulle ricevute e sull'estratto conto va fatto prima.
Se un giorno la decadenza o l'esclusione vengono contestate, vi servirà provare che il socio era stato avvisato e quando. PEC, raccomandata, email con conferma o consegna a mano con firma per ricevuta: la forma la sceglie lo statuto, se ne parla; altrimenti scegliete quella che lascia traccia.
La lettera non sa chi è in ritardo. Per saperlo bisogna incrociare il libro soci con le ricevute e l'estratto conto, ed è il lavoro che di solito si fa la sera prima dell'assemblea.
Dopo il termine di pagamento fissato dallo statuto, dal regolamento o dalla delibera che ha stabilito la quota. Se nessuno ha mai fissato un termine, conviene deliberarlo prima di sollecitare: senza una scadenza è difficile dire che qualcuno è in ritardo.
Dipende dallo statuto. Molti statuti legano il diritto di voto all'essere in regola con la quota, altri no. Negli enti del Terzo settore c'è anche la regola dei tre mesi di iscrizione nel libro degli associati, salvo diversa previsione dello statuto (art. 24 comma 1 D.Lgs. 117/2017): sono due condizioni diverse, da verificare entrambe.
Solo se e come lo prevede lo statuto, con la delibera dell'organo competente. E anche in quel caso la riga non si cancella: si annota la data di cessazione, perché il libro deve poter dire chi era socio in ogni momento.
No a entrambe: si scarica e basta, senza lasciare l'email.
Questo foglio lo compilate a mano, e va benissimo così: per molte associazioni è tutto quello che serve. SempliCo lo tiene aggiornato da solo — stessa impaginazione, stesse colonne — e lo stampa già pronto quando serve.