Guida a contabilità e rendiconto degli ETS: prima nota, Modello D ed E, raccolte fondi

Per la maggior parte delle piccole associazioni la contabilità è per cassa: si registra quando il denaro entra o esce, e a fine anno si compila il rendiconto sul modello ministeriale. Questa guida spiega il percorso, dalla prima nota al deposito, e dove stanno le trappole.

La prima nota e il conto corrente

La prima nota registra ogni movimento in ordine di data, con il suo giustificativo. Non esiste un modello di legge, ma senza di essa il rendiconto si ricostruisce a memoria. Il conto corrente intestato all'associazione e l'uso limitato del contante rendono tutto verificabile.

Il rendiconto: Modello D e Modello E

Gli ETS privi di personalità giuridica con entrate inferiori a 300.000 euro possono redigere il rendiconto per cassa sul Modello D; chi non supera 60.000 euro può usare il Modello E, nella forma aggregata introdotta nel 2026. Sono facoltà, non obblighi: quale usare lo decide chi redige il bilancio.

Raccolte fondi e donazioni

Ogni raccolta pubblica di fondi occasionale richiede un rendiconto specifico con entrate e spese di quella iniziativa (art. 87 c. 6 CTS), sullo schema delle Linee guida del 2022. Le donazioni danno benefici fiscali a chi dona solo se l'ente è iscritto al RUNTS e, per il denaro, se il pagamento è tracciabile (art. 83).

Gli altri adempimenti dell'anno

Il rendiconto del 5 per mille, il bilancio sociale per chi vi è tenuto, l'organo di controllo sopra certe soglie: ognuno ha una sua scadenza e un suo perimetro. Il calendario mese per mese li mette in fila.

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