Stipendi in associazione: il limite di 1 a 8 tra la retribuzione più alta e la più bassa

Redazione SempliCo 7 min di lettura

Se la vostra associazione ha dipendenti, la distanza fra lo stipendio più alto e il più basso ha un tetto. Qui trovate cosa dice l'art. 16 del Codice del Terzo settore, quando il limite sale a 1 a 12, cosa non è chiaro e dove va dichiarato il rispetto.

Stipendi in associazione: il limite di 1 a 8 tra la retribuzione più alta e la più bassa

Esiste un tetto agli stipendi di un'associazione?

Sì, ma non è un tetto in euro: è un tetto relativo. L'articolo 16 del Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017) stabilisce che, in ciascun ente, la differenza retributiva tra i lavoratori dipendenti non può essere superiore al rapporto uno a otto, calcolato sulla base della retribuzione annua lorda. In pratica: se il vostro dipendente meno pagato percepisce 20.000 euro lordi l'anno, nessun altro dipendente dell'ente può superare i 160.000.

Per la gran parte delle associazioni, con una o due persone in busta paga, il limite non è un problema reale. Diventa un tema quando l'ente cresce, quando entra una figura direttiva o specialistica, o quando si compila il bilancio sociale e bisogna dichiarare di averlo rispettato.

Il limite è stato abolito nel 2023? No: è diventato 1 a 12 in un caso

Nel luglio 2023 alcuni titoli di stampa hanno parlato di «abolizione del salary cap» per gli enti del Terzo settore. Il titolo è fuorviante. Il D.L. 48/2023 (il cosiddetto «decreto lavoro»), all'articolo 29, comma 1, ha modificato l'articolo 16, comma 1, del Codice, senza cancellare il limite:

  • resta il rapporto 1 a 8 come regola generale;
  • «in presenza di comprovate esigenze attinenti alla necessità di acquisire specifiche competenze» per le attività di interesse generale elencate all'articolo 5, comma 1, il rapporto sale a 1 a 12.

Il testo del decreto è stato convertito con modificazioni dalla L. 85/2023 e la deroga è in vigore dal 4 luglio 2023. Se trovate ancora online la scheda «il limite è 1 a 8, senza eccezioni», è la versione precedente alla modifica; se trovate «il limite non esiste più», è un'esagerazione.

A chi si applica e come si conta?

Il comma 1 dell'articolo 16 parla di lavoratori dell'ente e, nel computo, di differenza retributiva «tra lavoratori dipendenti». Qui il testo lascia più spazio all'interpretazione di quanto si pensi. Le fonti consultabili non chiariscono, e noi non abbiamo trovato una circolare che lo faccia in modo definitivo, tre punti:

  • Part-time: non è detto in modo esplicito se il confronto vada fatto sulla retribuzione effettivamente percepita oppure rapportata al tempo pieno. La lettura più prudente, e più coerente con l'idea di misurare la distanza fra livelli, è ragionare a parità di orario (retribuzione riproporzionata a tempo pieno). Se confrontate un part-time al 30% con un direttore a tempo pieno senza riproporzionare, rischiate di «sforare» solo sulla carta.
  • Collaboratori e autonomi: il testo dell'articolo 16 comma 1 si riferisce ai lavoratori dipendenti. Non è chiaro se collaboratori e professionisti vadano inclusi; sul punto le interpretazioni divergono. Se avete figure di questo tipo con compensi alti, conviene essere trasparenti nel bilancio sociale su come avete fatto il calcolo.
  • Retribuzione «annua lorda»: la norma usa questa espressione senza elencare le voci. In assenza di indicazioni, la prassi è usare la retribuzione annua lorda da contratto (RAL), coerente con il costo del lavoro che già conoscete dalle buste paga, e dichiarare il criterio adottato.

Dove le fonti non arrivano, la regola pratica è una sola: scrivere il criterio scelto e applicarlo ogni anno allo stesso modo.

Il primo comma dice anche altro: il «non inferiore» ai contratti collettivi

La stessa norma ha un secondo lato che si dimentica spesso. L'articolo 16, comma 1, riconosce ai lavoratori degli ETS un trattamento economico e normativo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi di cui all'articolo 51 del D.Lgs. 81/2015 (quelli stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative).

Quindi il quadro sono due paletti insieme: un minimo (il contratto collettivo applicabile) e una forbice massima fra livelli (1 a 8, o 1 a 12 con le competenze specifiche). Un'associazione che paga poco sotto contratto non risolve nulla «rispettando il rapporto»: sono regole che si sommano, non che si compensano.

Un'altra regola sugli stipendi: non confondetela con questa

Parlando di compensi nel Terzo settore, spesso si mescolano due limiti diversi:

Limite Cosa misura Dove si trova
1 a 8 / 1 a 12 La distanza fra la retribuzione più alta e la più bassa dentro l'ente Art. 16, comma 1, CTS
Rispetto ai contratti collettivi (+40%) Quanto una retribuzione può superare i minimi del contratto collettivo per la stessa qualifica, per non configurare una distribuzione indiretta di utili Art. 8, comma 3, CTS, come richiamato dalle fonti di settore

Il secondo limite, che le fonti di settore citano nella misura del 40% oltre i minimi dei contratti collettivi (con deroghe legate a specifiche competenze), riguarda il divieto di distribuire indirettamente utili: un tema più ampio, che si intreccia con la responsabilità degli amministratori. Non l'abbiamo potuto riscontrare su un testo ufficiale in questo momento: se vi serve applicarlo a un caso concreto, verificate la lettera esatta dell'articolo 8 su Normattiva prima di decidere.

Cosa dovete dichiarare e dove

L'articolo 16 prevede che gli enti diano conto del rispetto dei parametri nel bilancio sociale oppure, se non lo redigono, nella relazione di cui all'articolo 13, comma 1. La modifica del 2023 ha esteso il riferimento ai «parametri» al plurale proprio perché ora sono due: 1 a 8 e, ove usato, 1 a 12.

Se la vostra associazione ha un solo dipendente o dipendenti inquadrati sullo stesso livello, il rispetto è automatico e la dichiarazione è una riga. Se avete usato il 1 a 12, il punto delicato è la motivazione: la norma richiede «comprovate esigenze» legate a competenze specifiche. Conservate quindi, insieme al contratto della figura apicale, la nota che spiega perché quella competenza era necessaria per l'attività di interesse generale e come l'avete cercata sul mercato. Vale la pena leggere anche chi, in generale, deve redigere il bilancio sociale.

Cosa rischia chi supera il limite?

Il testo dell'articolo 16 non prevede una sanzione propria per il superamento del rapporto: non c'è una multa scritta nel comma. Le conseguenze indirette sono quelle del sistema:

  • una dichiarazione non veritiera nel bilancio sociale o nella relazione;
  • un rilievo in sede di controllo o di revisione dell'iscrizione al RUNTS: ne parliamo in chi controlla un ETS e cosa rischia;
  • nei casi in cui il compenso configuri una distribuzione indiretta di utili, la sanzione amministrativa che le fonti di settore collegano all'articolo 91 del Codice, da 5.000 a 20.000 euro a carico degli amministratori che hanno commesso o concorso alla violazione. Anche qui: è una lettura di commento, controllate il testo dell'articolo 91 prima di citarla in un documento ufficiale.

Non è consulenza legale né fiscale: è la mappa di dove stanno le norme. Per un caso dubbio, soprattutto se coinvolge una figura apicale con compenso elevato, fatevi dare un parere scritto da un professionista prima di firmare il contratto, non dopo.

Un controllo in cinque minuti, prima di firmare un nuovo contratto

  1. Prendete la RAL più bassa fra i dipendenti dell'ente (riproporzionata a tempo pieno, se usate questo criterio).
  2. Moltiplicatela per otto: è il tetto ordinario per la RAL più alta.
  3. Se il nuovo contratto lo supera, valutate se ricorre una «comprovata esigenza» di competenze specifiche: allora il tetto è dodici volte la più bassa.
  4. Verificate che nessun livello sia sotto il contratto collettivo applicabile.
  5. Annotate criterio e risultato, per il bilancio sociale (o per la relazione, se non lo fate).

Se i dipendenti sono molti e le posizioni cambiano durante l'anno, un elenco aggiornato di contratti, livelli e orari rende questo calcolo un'operazione di pochi minuti invece di una ricostruzione a fine esercizio.

Per riassumere

Il limite di 1 a 8 esiste, è nell'articolo 16 del Codice del Terzo settore e dal 4 luglio 2023 può arrivare a 1 a 12 in presenza di competenze specifiche comprovate. Non è un tetto in euro, vale per i dipendenti e va dichiarato nel bilancio sociale o nella relazione prevista. Dove la norma tace (part-time, collaboratori, voci della retribuzione) scegliete un criterio ragionevole, scrivetelo e mantenetelo. E ricordate che, prima di assumere, conta anche quanti dipendenti può avere un'associazione in rapporto ai volontari: sono due limiti distinti, che si applicano entrambi.

Se volete mettere in ordine soci, volontari e libri dell'associazione in un unico posto, trovate le funzionalità di SempliCo e i modelli scaricabili.

Fonti

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del vostro commercialista o consulente. La normativa del Terzo Settore cambia spesso: la data in cima alla pagina dice a quando è aggiornato il testo.

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