I volontari minorenni: che cosa dice la legge su età, consenso e assicurazione

Redazione SempliCo 7 min di lettura

Il Codice del Terzo Settore non fissa un'età minima per diventare volontari, ma questo non significa che un minorenne possa iscriversi da solo. Qui trovate chi deve dare il consenso, come funziona l'obbligo assicurativo e cosa possono fare davvero i vostri volontari più giovani.

I volontari minorenni: che cosa dice la legge su età, consenso e assicurazione

Perché "che età deve avere un volontario" è la domanda sbagliata

Chi telefona in associazione chiedendo se un quindicenne può fare il volontario si aspetta un numero. Non c'è. Il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), che all'art. 17 definisce che cos'è un volontario e a quali condizioni un ente del Terzo settore può avvalersene, non fissa nessuna soglia di età, né minima né massima. La norma dice che il volontario è "una persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune (...) in modo personale, spontaneo e gratuito", e impone all'ente di iscrivere nel registro chi opera in modo non occasionale. Di età, l'articolo non parla affatto.

Questo significa che un sedicenne può iscriversi al registro dei volontari come farebbe un adulto? Non proprio. La legge sul volontariato tace, ma il resto dell'ordinamento no, e la risposta vera sta altrove: nelle regole generali sulla capacità dei minori, nell'obbligo assicurativo e, in alcuni casi, nelle scelte interne delle singole reti di volontariato.

Chi decide se un minorenne può diventare volontario nella vostra associazione

Un minorenne non ha piena capacità di agire. Il codice civile fissa la maggiore età al compimento del diciottesimo anno (art. 2 c.c.) e stabilisce che, fino a quel momento, sono i genitori a rappresentare i figli "in tutti gli atti civili" e ad amministrarne gli interessi (art. 320 c.c.). Diventare volontario di un ente — firmare un modulo di adesione, essere iscritti nel registro, autorizzare il trattamento dei propri dati, impegnarsi a rispettare orari e regole dell'associazione — è un atto che riguarda la sfera personale del ragazzo, non un semplice gioco fra coetanei: per questo serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, di norma di entrambi i genitori se la esercitano congiuntamente.

Non è una formalità che potete saltare perché "tanto viene sempre accompagnato da un genitore": è la condizione perché l'adesione del minorenne sia valida. Un modulo di ammissione firmato solo dal ragazzo, senza la firma di chi esercita su di lui la responsabilità genitoriale, è debole quanto un contratto firmato da un tredicenne: esiste sulla carta, ma chi lo rappresenta può sempre disconoscerlo.

Il consenso serve anche se il ragazzo ha già 14 o 16 anni?

Qui si annida l'equivoco più diffuso. Molti citano "quattordici anni" come soglia oltre la quale un minorenne può decidere da solo, e la fonte esiste davvero: è l'art. 2-quinquies del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003), che permette al minore che ha compiuto quattordici anni di prestare da solo il consenso al trattamento dei propri dati "in relazione all'offerta diretta di servizi della società dell'informazione" — cioè servizi digitali offerti direttamente a lui, come un'app o un account online.

Iscriversi come volontario in un'associazione non è un servizio della società dell'informazione: è un rapporto che nasce nel mondo reale, con un ente che organizza turni, tiene un registro e stipula un'assicurazione. La soglia dei quattordici anni pensata per il consenso digitale non si estende automaticamente a questo rapporto. Per la generalità degli adempimenti — modulo di adesione, informativa e consenso privacy, autorizzazione a partecipare alle attività — resta la regola generale dell'art. 320 c.c.: il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, fino ai diciotto anni compiuti.

L'obbligo assicurativo vale anche per un volontario minorenne?

Sì, senza eccezioni. L'art. 18 CTS obbliga gli enti del Terzo settore che si avvalgono di volontari ad assicurarli "contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell'attività di volontariato, nonché per la responsabilità civile verso i terzi". La norma non distingue fra volontari maggiorenni e minorenni, e il decreto attuativo del 6 ottobre 2021 — quello che disciplina meccanismi assicurativi e registro — non introduce alcuna esclusione legata all'età: se il vostro ente accoglie un sedicenne come volontario non occasionale, quel sedicenne deve comparire nella polizza collettiva o numerica esattamente come gli altri, dal primo giorno di attività.

Lo stesso decreto chiede di indicare, per ciascun volontario iscritto nel registro, il codice fiscale o in alternativa i dati anagrafici, il luogo e la data di nascita, la residenza, la data di inizio e l'eventuale data di cessazione dell'attività: dati che si raccolgono allo stesso modo per un volontario di sedici anni e per uno di sessanta. Un punto pratico da verificare con la compagnia: in caso di sinistro che coinvolga un minorenne, la gestione del danno passa comunque attraverso chi esercita su di lui la responsabilità genitoriale. Non è un limite alla copertura, ma una variabile che conviene chiarire prima, non dopo un infortunio.

Cosa possono fare davvero i volontari minorenni

Anche qui il Codice del Terzo Settore non pone limiti specifici alle mansioni in base all'età: un volontario minorenne può, in linea di principio, svolgere le stesse attività di un volontario maggiorenne. In pratica, però, due cose vanno tenute distinte.

La prima è la sicurezza: l'ente resta comunque responsabile dell'incolumità di chi opera per lui, minorenne o no, e le attività che comportano rischi specifici — uso di attrezzature pericolose, guida di mezzi, contatto diretto con situazioni di emergenza sanitaria — vanno valutate caso per caso, in base al buon senso e alle competenze effettive del ragazzo, non alla sola età anagrafica. Per alcune di queste attività non è la legge sul volontariato a porre un limite, ma norme di settore autonome: guidare un veicolo, per esempio, richiede comunque la patente prevista dal Codice della Strada, indipendentemente dalla qualifica di volontario.

La seconda è che diverse reti nazionali di volontariato fissano da sole un'età minima operativa, per scelta organizzativa e non per obbligo di legge statale. La Croce Rossa Italiana, per esempio, nel proprio Regolamento dei Volontari ammette come aspirante Volontario CRI chi ha compiuto quattordici anni, con l'autorizzazione di chi esercita la responsabilità genitoriale per i minorenni. È una regola interna di quell'associazione, non un principio generale che vincola la vostra ODV o APS: se volete fissare un'età minima operativa — quattordici, sedici, quella che ritenete adeguata alle attività che offrite — potete farlo con una delibera dell'organo sociale competente, motivandola con la natura concreta di ciò che i volontari andranno a fare.

Cosa mettere per iscritto se accogliete un minorenne come volontario

Tre documenti, non uno solo. Il modulo di ammissione o di adesione, firmato anche da chi esercita la responsabilità genitoriale sul ragazzo, non solo da lui. L'informativa e il consenso al trattamento dei dati personali, indirizzati — nella forma, non solo nella sostanza — anche al genitore che firma; se ne scrivete anche una versione comprensibile al minore, tanto meglio: è lo spirito dello stesso art. 2-quinquies del Codice Privacy, pensato in generale per rendere significativo il consenso di chi ha un'età compresa fra i quattordici e i diciott'anni, anche fuori dai casi in cui quella norma si applica alla lettera. La conferma scritta, anche solo in una comunicazione alla compagnia o al broker, che il nominativo del minorenne è incluso nella copertura assicurativa attiva dal giorno in cui inizia a fare volontariato.

A questi si aggiunge l'iscrizione nel registro dei volontari, se l'attività non è occasionale, con gli stessi dati anagrafici richiesti per un volontario maggiorenne: data e luogo di nascita compresi, come previsto dal decreto del 6 ottobre 2021 senza distinzioni legate all'età.

In sintesi: nessuna soglia di legge, ma tre passaggi da non saltare

Non esiste, nell'ordinamento italiano, un'età minima fissata dalla legge per fare volontariato in un ente del Terzo settore: né il Codice del Terzo Settore né i suoi decreti attuativi la prevedono. Esiste però una condizione di validità — il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, richiesto dalle regole generali sulla capacità dei minori — e un obbligo che non conosce eccezioni di età: l'assicurazione. Se la vostra associazione vuole accogliere volontari minorenni, il problema non è "quanti anni deve avere", ma se avete già in mano il modulo firmato da chi lo rappresenta, la polizza che lo copre e l'iscrizione a registro fatta bene. Il resto — a quali attività ammetterlo, con quali cautele — resta una scelta vostra, da mettere per iscritto in una delibera, non da improvvisare la prima volta che un sedicenne bussa alla porta della sede.

Fonti

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del vostro commercialista o consulente. La normativa del Terzo Settore cambia spesso: la data in cima alla pagina dice a quando è aggiornato il testo.

Da qui potete partire

Il modello da scaricare è gratuito e non chiede nessuna registrazione.

Leggete la guida completa: Volontari nel Terzo settore: la guida completa

Vi mandiamo la prossima guida quando esce

Il giovedì: un articolo come questo, una scadenza in arrivo, un modello da scaricare.

Vi arriverà un'email per confermare l'indirizzo: senza quel clic non riceverete nient'altro. Potete uscire quando volete, con un clic in fondo a ogni messaggio. Titolare del trattamento: Chibri S.r.l.s. — informativa privacy.

Continua su Volontari

Volontari che lavorano: permessi, giornate retribuite e flessibilità d'orario — cosa prevede la legge
Volontari 9 min

Volontari che lavorano: permessi, giornate retribuite e flessibilità d'orario — cosa prevede la legge

Quasi tutti i vostri volontari hanno un lavoro, e la domanda arriva sempre: «posso assentarmi per un turno? mi pagano la giornata?». La legge risponde in modo diverso a seconda di cosa fa il volontario e per chi. Qui trovate le tre regole che esistono davvero — la flessibilità d'orario del Codice del Terzo settore, i benefici della protezione civile, la giornata retribuita per chi dona sangue — con i limiti di durata, chi paga, e cosa deve fare la vostra associazione perché il volontario possa farli valere.

La sicurezza dei volontari: cosa prevede la legge su attrezzature, dispositivi di protezione e tessera di riconoscimento
Volontari 8 min

La sicurezza dei volontari: cosa prevede la legge su attrezzature, dispositivi di protezione e tessera di riconoscimento

Anche chi presta servizio come volontario, in magazzino, alla guida o durante un turno, è coperto da una parte del testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Qui trovate quali obblighi scattano subito per la vostra associazione, quali restano una facoltà a carico di chi decide di offrirla, e un rinvio normativo che punta a una legge abrogata da otto anni.

Copertina: il registro dei volontari in formato digitale è valido?
Volontari 10 min

Il registro dei volontari in formato digitale è valido?

Il decreto ministeriale del 6 ottobre 2021 ammette il registro dei volontari tenuto con sistemi elettronici, a due condizioni: inalterabilità delle scritture e data delle registrazioni. Quello che non dice è come dimostrarle. Qui trovate il testo della norma, la prassi che si è formata attorno ai suoi silenzi e i punti in cui nessuno ha ancora una risposta ufficiale.