Quante sono le associazioni del Terzo settore in Italia: i numeri del RUNTS regione per regione

Redazione SempliCo 8 min di lettura

Qui trovate quanti enti del Terzo settore risultano oggi iscritti al RUNTS, divisi per tipo e per regione, in rapporto agli abitanti e anno per anno. E perché questo numero non coincide con quello, molto più alto, delle istituzioni non profit censite dall'ISTAT.

Quante sono le associazioni del Terzo settore in Italia: i numeri del RUNTS regione per regione

Quante sono le associazioni del Terzo settore in Italia? La domanda sembra semplice, e la risposta che si trova più spesso in giro — «oltre 360.000» — è corretta ma risponde a un'altra domanda. Qui mettiamo in fila i numeri del Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS), cioè gli enti che hanno davvero la qualifica di ETS, e vi spieghiamo come leggerli senza confonderli con altri conteggi.

Tutti i dati di questo articolo vengono dall'elenco pubblico degli enti iscritti al RUNTS pubblicato dal Ministero del Lavoro, letto il 23/09/2026, e dalla popolazione residente stimata dall'ISTAT. Li trovate aggiornati, con i grafici e il file scaricabile, nell'Osservatorio del Terzo settore.

Quanti sono, in una riga?

Al 23/09/2026 gli enti iscritti al RUNTS sono 152.893. In rapporto alla popolazione fanno 25,9 enti ogni 10.000 abitanti.

Divisi per sezione del Registro:

Sezione del RUNTS Enti Quota
Associazioni di promozione sociale (APS) 72.788 47,6%
Organizzazioni di volontariato (ODV) 39.207 25,6%
Imprese sociali 21.949 14,4%
Altri enti del Terzo settore 18.102 11,8%
Enti filantropici 631 0,4%
Società di mutuo soccorso 203 0,1%

Quasi un ente su due, quindi, è un'APS; le ODV sono circa uno su quattro. Due precisazioni per chi fa i conti:

  • le sezioni sono quelle previste dall'art. 46 del Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017). Lo stesso articolo prevede anche la sezione delle reti associative, che è l'unica compatibile con l'iscrizione in un'altra sezione (art. 46, c. 2); nei conteggi dell'Osservatorio, che contano ogni ente una volta sola, non compare come voce a sé;
  • la somma delle sei voci fa 152.880. I 13 enti di differenza rispetto al totale (12 nel Lazio, 1 in Lombardia) sono righe dell'elenco che non rientrano in nessuna delle sei voci. Lo segnaliamo perché chi riprende i numeri non si ritrovi un conto che non torna.

Perché l'ISTAT dice 368.000 e il RUNTS 153.000?

È la confusione più comune, e merita due righe. L'ISTAT, nel suo rapporto sul settore non profit, conta 368.367 istituzioni non profit attive al 31 dicembre 2023. Il RUNTS ne conta meno della metà. Non c'è contraddizione: misurano due insiemi diversi.

  • L'ISTAT conta tutte le istituzioni senza scopo di lucro: associazioni sportive dilettantistiche, associazioni non iscritte a nessun registro, comitati, fondazioni, enti religiosi, sindacati, partiti. Un universo statistico, costruito incrociando fonti amministrative.
  • Il RUNTS conta solo gli enti che hanno chiesto e ottenuto la qualifica di ente del Terzo settore, con i requisiti e gli obblighi che ne derivano (statuto conforme, bilancio depositato, libri sociali, e così via). Un registro giuridico.

Tradotto: una buona parte del non profit italiano non è un ETS, e non è obbligata a esserlo. Se avete letto che «le associazioni sono 360.000» e che «gli ETS sono 150.000», i due numeri possono essere entrambi giusti. Quando li citate, dite sempre quale dei due state usando e a che data.

Le imprese sociali sono nel RUNTS o nel registro delle imprese?

In tutti e due, in un certo senso. L'art. 11, c. 3 del Codice stabilisce che per le imprese sociali l'iscrizione nell'apposita sezione del registro delle imprese «soddisfa il requisito dell'iscrizione» nel RUNTS. Le imprese sociali, cooperative sociali comprese, compaiono quindi nell'elenco pubblico come sezione del Registro, anche se non passano dagli uffici regionali del RUNTS come un'ODV o un'APS.

È un dettaglio che pesa nella lettura regionale: in alcune regioni le cooperative sociali sono tantissime, e spostano molto le percentuali.

Quali regioni hanno più enti?

In valore assoluto vince la Lombardia, con 21.917 enti. Ma è anche la regione più popolosa, e il numero assoluto dice poco. In rapporto agli abitanti la classifica cambia completamente:

Regione Enti Ogni 10.000 abitanti
Trentino-Alto Adige 5.144 47,2
Umbria 3.225 37,9
Molise 1.023 35,8
Basilicata 1.854 35,3
Marche 4.875 32,9
Toscana 11.941 32,6
Valle d'Aosta 398 32,5
Friuli-Venezia Giulia 3.594 30,1
Piemonte 12.053 28,3
Emilia-Romagna 12.399 27,7
Abruzzo 3.468 27,4
Calabria 4.674 25,6
Sardegna 3.980 25,6
Puglia 9.643 24,9
Sicilia 11.760 24,6
Lazio 13.945 24,4
Liguria 3.686 24,4
Veneto 11.462 23,6
Lombardia 21.917 21,8
Campania 11.852 21,3

Tre cose saltano all'occhio.

  1. Il Trentino-Alto Adige è quasi al doppio della media nazionale, ed è anche una delle due regioni in cui le ODV sono più numerose delle APS (2.589 contro 1.876: metà degli enti della regione è un'organizzazione di volontariato).
  2. Le regioni piccole stanno in alto. Umbria, Molise, Basilicata, Valle d'Aosta: con pochi abitanti, anche una rete di enti di dimensione normale produce una densità alta.
  3. Le due regioni più popolose, Lombardia e Campania, chiudono la classifica. Non significa che lì ci sia «meno volontariato»: il dato conta gli enti per sede legale, non le persone che ci lavorano o le attività svolte, e un ente con mille soci pesa quanto uno con dieci.

Ogni regione ha la sua pagina con le province e i comuni: per esempio la Campania, la Lombardia o il Trentino-Alto Adige.

Dove pesano di più le imprese sociali?

La composizione cambia molto da regione a regione. Qualche dato calcolato sulle tabelle dell'Osservatorio:

  • in Sardegna le imprese sociali sono la sezione più numerosa (1.343 su 3.980, il 33,7%), davanti alle ODV (1.287) e alle APS (1.110). È l'altra regione, con il Trentino-Alto Adige, in cui le ODV superano le APS;
  • in Sicilia le imprese sociali sono quasi tre enti su dieci (3.499 su 11.760, il 29,8%);
  • in Campania, Puglia, Calabria e Basilicata stanno intorno al 19-21%;
  • in Toscana e Friuli-Venezia Giulia si fermano al 7,2%.

Anche qui, il dato descrive e non spiega: il peso delle cooperative sociali in una regione dipende da storie locali (servizi sociali affidati in convenzione, tradizione cooperativa, politiche regionali) che un elenco di iscritti non racconta.

Quanti enti si iscrivono ogni anno?

L'Osservatorio conta gli enti oggi iscritti per anno di iscrizione:

Anno Enti iscritti in quell'anno (e ancora iscritti oggi)
2022 circa 75.500
2023 circa 29.900
2024 circa 15.700
2025 13.893
2026 (fino al 23/09) 17.808

Il picco del 2022 ha una spiegazione nella norma. Il RUNTS è diventato operativo alla fine del 2021 e l'art. 54 del Codice ha previsto la trasmigrazione: le ODV e le APS già iscritte nei vecchi registri regionali e provinciali sono state trasferite d'ufficio nel nuovo Registro, con verifiche da parte degli uffici. Quei numeri, quindi, non sono «associazioni nate nel 2022», ma associazioni che esistevano già e hanno cambiato registro.

Il dato più recente è un altro: nel 2026, al 23 settembre, le iscrizioni hanno già superato quelle di tutto il 2025. Da marzo a luglio 2026 le iscrizioni sono state fra le 2.300 e le 2.500 al mese, contro le 1.000-1.400 di quasi tutti i mesi del 2025.

Perché? I dati non lo dicono, e non vogliamo inventarlo. Le ipotesi possibili — enti che arrivano al Registro dopo aver adeguato lo statuto, scadenze fiscali, bandi che richiedono l'iscrizione — vanno verificate con altre fonti. Se gestite un'associazione che si è iscritta quest'anno e volete dirci perché, ci interessa.

Una cautela: questi conteggi riguardano gli enti iscritti oggi. Chi è stato cancellato nel frattempo non compare, quindi gli anni più lontani sono leggermente sottostimati rispetto alle iscrizioni effettivamente avvenute.

E il 5 per mille?

Secondo l'elenco del RUNTS, il 53,0% degli enti iscritti (circa 81.000) risulta accreditato al 5 per mille. Vuol dire che quasi un ETS su due, oggi, non può ricevere il contributo dalle dichiarazioni dei redditi. Le percentuali regionali variano: in Campania, per esempio, gli accreditati sono il 42,9%.

Se siete tra quelli accreditati, ricordate che il contributo ricevuto va rendicontato: ne abbiamo parlato in come si fa il rendiconto del 5 per mille.

Come verificare questi numeri da soli?

Non dovete fidarvi di noi. L'elenco degli enti iscritti è pubblico e si scarica dal portale del RUNTS del Ministero del Lavoro, alla voce «Lista enti»: è un file Excel aggiornato alla data in cui lo richiedete. Dallo stesso portale, con «Ricerca enti», potete consultare la scheda di un singolo ente: dati generali, organi, statuto, bilanci depositati.

La scheda pubblica di un ente è anche un buon controllo su voi stessi: è quello che vede chiunque cerchi la vostra associazione. Se il bilancio dell'ultimo esercizio non c'è, o lo statuto è ancora quello vecchio, lo vede anche un donatore o un ente che deve firmare una convenzione con voi. Le istruzioni per il deposito le trovate in deposito del bilancio al RUNTS: come si fa, e per lo statuto in modifica dello statuto e RUNTS.

Posso usare questi dati?

Sì. I numeri dell'Osservatorio del Terzo settore sono conteggi aggregati — nessun dato sui singoli enti — e si possono riprendere liberamente in un articolo, in una relazione di missione o in una richiesta di contributo, citando la fonte. In fondo a ogni pagina trovate la citazione già pronta e il file CSV con tutte le regioni e le province.

Due regole di buon senso quando li usate:

  • indicate sempre la data: il RUNTS cambia ogni giorno, e un numero senza data invecchia male;
  • dite quale universo state contando: enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, non «associazioni» in generale.

L'Osservatorio si aggiorna quando il Ministero pubblica un nuovo elenco: i numeri di questo articolo si riferiscono al 23/09/2026.

Fonti

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del vostro commercialista o consulente. La normativa del Terzo Settore cambia spesso: la data in cima alla pagina dice a quando è aggiornato il testo.

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Leggete la guida completa: Contabilità e rendiconto ETS: la guida

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